Monday, September 20, 2010

Siamo vicini al giorno dell'ultimo lancio dello shuttle DISCOVERY, previsto per il 1° NOVEMBRE 2010.

La STS-133 è una missione spaziale del Programma Space Shuttle (STS), la 35° verso la Stazione Spaziale Internazionale ed è classificata come il volo di assemblaggio "ULF5".
Il lancio del Discovery sarà il penultimo del programma STS (l'ultimo è assegnato alla navetta ENDEAVOUR con la STS-134).

Il Discovery porterà a bordo della stazione alcuni fra gli ultimi componenti, tra i quali il quarto EXPRESS Logistics Carrier, il PMM Leonardo e Robonaut 2.

La NASA sta studiando la possibilità di lasciare a bordo della stazione, dopo l'ultima missione shuttle, l'Orbiter Boom Sensor System. L'OBSS si è dimostrato molto utile durante le riparazione del segmento P6 durante la missione STS-120.

L'equipaggio della missione STS-123 lo lasciò sulla ISS per farlo recuperare due mesi dopo dall'equipaggio della missione STS-124, che non poteva portarlo a bordo a causa di problemi di spazio.

L' Orbiter Boom Sensor System (OBSS) è un braccio alla cui estremità è presente un insieme di strumenti che può essere afferrato e manipolato dal Remote Manipulator System presente a bordo dello Space Shuttle. L'OBSS è utilizzato per osservare alcune parti dell'Orbiter per poter rilevare eventuali danni allo scudo termico. Tramite delle telecamere è possibile controllare delle zone critiche, come il bordo anteriore delle ali, il muso e il compartimento dell'equipaggio. L'ispezione viene effettuata dopo il decollo e prima del rientro. I dati sono inviati a terra dove gli ingegneri controllano lo stato dell'Orbiter. In particolare può essere usato nel caso venissero individuate delle zone che potrebbero essere state danneggiate, oppure che meritano ulteriori controlli dopo le analisi delle immagini che vengono riprese durante il decollo e durante la Rendezvous pitch maneuver.

CHE COS'E' L'OBSS?

L'OBSS è stato introdotto come parte del programma di "Ritorno al volo" dopo il disastro dello Space Shuttle Columbia del 2003, causato proprio da un danneggiamento dello scudo termico durante il decollo.

La prima missione ad utilizzarlo è stata la STS-114, i cui obiettivi erano i test delle nuove misure di sicurezza per evitare incidenti simili.



Nel caso venisse rilevato un danno critico sono previste delle operazioni di riparazione dello scudo termico oppure, nel caso le riparazioni non fossero sufficienti, un piano per il salvataggio degli astronauti.
Quest'ultimo prevede l'aggancio dello Shuttle danneggiato alla Stazione Spaziale Internazionale, dove l'equipaggio attenderebbe una missione di salvataggio di emergenza (il cui nome in codice è STS-3xx).

I due (erano tre prima del pensionamento di Atlantis) Orbiter attualmente in attività sono stati equipaggiati con questo nuovo strumento velocemente, poiché sono stati riutilizzati componenti di riserva del braccio robotico Canadarm.

L'OBSS possiede due gruppi di strumenti. Il primo è costituito dal Laser Dynamic Range Imager (LDRI) e una Intensified Television Camera (ITVC), mentre il secondo possiede un Laser Camera System (LCS) e una camera digitale (IDC). I sensori hanno una risoluzione di qualche millimetro e possono scansionare le superfici esterne dell'Orbiter ad una velocità di 6,3 cm/s.

L'OBSS possiede anche delle ringhiere esterne per gli astronauti che permettono di effettuare le riparazioni nella parte inferiore dell'Orbiter.

Durante la missione STS-120, l'OBSS è stato utilizzato come una estensione del braccio robotico Canadarm2, un utilizzo per il quale non era stato progettato.

Un evento imprevisto accaduto durante la missione comportò il danneggiamento del pannello solare P6 durante il dispiegamento. Il Canadarm 2 è venne quindi manovrato per afferrare il braccio al connettore centrale e l'astronauta Scott Parazynski venne agganciato ad una estremità del braccio per effettuare le riparazioni.

Poiché il Canadarm 2 non è in grado di alimentare l'OBSS, sono state prese delle precauzioni per evitare che si danneggi a causa della mancanza di energia per un periodo prolungato di tempo.

Artificial vs Natural

Saturday, May 8, 2010

Test ambientalista

Nell'articolo di Massimiliano Parente, "Il vulcano ha eruttato gli apocalittici-integrati" (il Giornale, 7 maggio 2010), viene narrato un gustoso aneddoto, che riporto qui di seguito:

[...] Nathan Zohner, uno studente americano quattordicenne, propose [un test] ai suoi compagni di classe di Eagle Rock. Un giorno del 1997 li invitò a firmare una petizione per bandire il monossido di di-idrogeno dal mondo, con le seguenti gravissime motivazioni: 
1) è uno dei componenti principali delle piogge acide; 
2) finisce per sciogliere quasi tutto quello con cui entra in contatto; 
3) se inalato accidentalmente può uccidere; 
4) allo stato gassoso può produrre ustioni gravi e 
5) è stato trovato nei tumori di malati terminali di cancro. 
Tutte cose verissime. Il giovane Zohner ottenne 43 firme su cinquanta interpellati. Gli altri non si fecero fregare e trovarono al contrario molto pericoloso abolire l’acqua dall’ambiente.

Friday, April 9, 2010

Caricature

Segnalo che presso l'Emilio Segrè Visual Archives sono disponibili delle caricature di scienziati famosi.

Thursday, April 1, 2010

Pesce d'Aprile!

Oggi, 1 aprile, noto alcuni scherzi apparsi in rete con tema astronomico. Uno è l'Astronomy Picture of the Day, in cui si prende in giro l'evidenza di acqua sulla Luna:


Un altro scherzo è invece un preprint apparso sul noto server internazionale di preprint scientifici arXiv. Gli autori, J. Zuntz et al. (rispettabili scienziati), raccontano di aver trovato una correlazione secondo cui il numero delle citazioni di un articolo dipende dalla lettera con cui inizia il cognome dell'autore... (vedi il preprint).

Felice Pesce d'Aprile!


Tuesday, March 30, 2010

Ma non doveva finire il mondo?

LHC è partito! Finalmente, potremmo aggiungere, date le vicissitudini che avevano impedito l'accensione nei tempi previsti, scatenando una serie di commenti non proprio lusinghieri. Comunque, oggi sono avvenute le prime collisioni a 7 TeV, un'energia mai raggiunta sulla Terra (vedere, per esempio, articolo di Caprara). Sono anche state smentite le catastrofiche previsioni secondo cui si sarebbero formati dei buchi neri che avrebbero distrutto il nostro pianeta. Siamo ancora qui a scrivere, leggere, mangiare, dormire, ecc.... Rimangono solo le pagine umoristiche che vennero create per l'occasione e di cui parlammo a suo tempo (vedi post 13 settembre 2008). Rinfreschiamoci la memoria: una risata in più non è mai abbastanza!